Firenze, 23 aprile 2009 - Il libro La Galleria d'Arte Moderna di Firenze, il luogo e le collezioni (ed. Polistampa, pp. 240, euro 18) è il risultato di un paziente e attento lavoro di ricerca e reperimento di documenti inediti.
La storica dell'arte Chiara Pezzano descrive la nascita del primo nucleo di collezioni della Galleria d'Arte Moderna nell'arco di tempo compreso tra il 1784, anno della riforma dell’Accademia di Belle Arti di Firenze da parte di Pietro Leopoldo, e il 1914, anno dell’inaugurazione della Galleria d’Arte Moderna presso la Galleria dell’Accademia.
Dopo aver tracciato un ampio excursus sull'importante ruolo politico e mecenatesco dei granduchi di Toscana Pietro Leopoldo, Ferdinando e Leopoldo Lorena, l'autrice ricostruisce il percorso storico e artistico che ha condotto alla creazione della Galleria avvalendosi della consultazione di documenti di archivio reperiti presso l'Archivio di Stato, l'Archivio dell'Accademia di Belle Arti e l'Archivio d'Arte Moderna di Palazzo Pitti. I ricchi apparati finali illustrano attraverso alcuni disegni l'ipotetica planimetria delle sale espositive e le tavole con le foto descrivono l’allestimento di alcune sale della Galleria d’Arte Moderna in parte dei locali della Galleria dell’Accademia nell’anno 1913-1914. Il libro è un importante studio tecnico che si rivolge a esperti e appassionati del settore e descrive in modo dettagliato e nuovo uno dei luoghi storici della Firenze lorenese capace d'incarnare il gusto estetico della città. (Patrizia Salis)
Chiara Pezzano La Galleria d'Arte Moderna di Firenze Il luogo, le collezioni (1784-1914)
Il volume fornisce una panoramica, il più esauriente possibile, degli avvenimenti che hanno portato alla nascita della Galleria d’Arte Moderna di Firenze. L’arco di tempo esaminato è quello compreso tra il 1784 (anno della riforma di Pietro Leopoldo presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze) e il 1914 (anno dell’inaugurazione della Galleria d’Arte Moderna presso la Galleria dell’Accademia di Firenze) e gli strumenti di ricerca si basano, nella loro quasi completa totalità, sullo studio di documenti di prima mano.
Le parti più ampiamente trattate trovano la loro validità o nell’essere più attinenti al tracciato che si è inteso dare all’indagine o nel risultare, comunque, esemplificative di una ben determinata temperie culturale. Lo studio, in ultima analisi, intende gettare le basi di future e ulteriori ricerche.
Introduzione di Gabriele Morolli